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Hand to Hand

Hand to Hand – SoS Nutrition Network

L’Associazione  Nutri.Prof - Federazione Nutrizionisti Italiani, sostiene la buona battaglia di Angelo e Mirko. Serve un
aiuto economico immediato che li sostenga in questi mesi difficili. Ogni piccolo aiuto sarà una mano tesa per queste famiglie, un passo in più in questa battaglia per la vita.

Le donazioni arrivano dierettamente sul conto privato delle famiglie interessate.
LA STORIA DI ANGELO



“Voglio parlarvi di Angelo, mio nipote.
Angelo ha 32 anni e fin da piccolo è stato un lottatore, fin da quando a soli 2 anni è stato affidato ai nonni, da allora la sua famiglia siamo stati noi. L’ho visto crescere sano e forte, amante dello sport, sempre positivo e con tanta voglia di vivere nonostante la mancanza dei suoi genitori. Purtroppo la vita ha deciso per lui e come un fulmine a ciel sereno, pochi mesi fa, in seguito ad una forte crisi epilettica, è arrivata la malattia: un tumore cerebrale maligno. Purtroppo con l’intervento non è stato possibile rimuovere l’intera massa, a causa della profondità e della posizione. Oggi Angelo si ritrova a lottare contro 2 mostri: il tumore e l’epilessia. Prima che la sua vita fosse sconvolta da questa terribile notizia, Angelo faceva l'autista ma la possibilità di altri attacchi epilettici non gli permette più di guidare, non può più lavorare,non può più affrontare economicamente le spese che già aveva (mutuo, bollette ecc ...). La sua vita non è più la stessa ma la sua voglia di vivere assolutamente si! Angelo è fortemente determinato a combattere con tutte le sue forze questa dura prova ma ha bisogno dell'aiuto di tutti noi per farlo, anche un piccolo aiuto servirà a dare sostegno alla sua voglia di farcela e non arrendersi mai."
zia Mary
LA STORIA DI MIRKO

Un giorno all’improvviso, mentre lavoravo (sono un grafico) prima il buio, poi un lampo di luce (dolore). Valentina , mia moglie mi vede e mi aiuta a sedermi sul divano, la gamba destra da tempo la trascino sempre più, ho perso la sensibilità, non si sorregge. Mi rialzo e vado verso il bagno, mi sciacquo la faccia con acqua fredda. Guardo fuori dalla finestra e osservo il cielo con espressione perplessa Mi risiedo al tecnigrafo, e guardo i miei bambini. Mia moglie mi chiama, mi alzo e vado verso di lei in cucina. <> Mia moglie:<< Zoppichi sempre di più>>. << ho cose più importanti a cui pensare.>> << Cosa c’è di più importante della salute?>> Mi risponde mia moglie. Non rispondevo, ma pensavo che il lavoro fosse un valido motivo per non andare al pronto soccorso. Ero convinto di conoscere il problema. Faccio il fumettista. Ho due figli piccoli, una moglie e un cane. Una famiglia bellissima, come tante. Come la vostra. E non ho nemmeno trent’anni. Nemmeno trent’anni. Cavolo. Anni prima di conoscere mia moglie, un incidente mi ha quasi tagliato i legamenti del ginocchio. Un’operazione complicata. Sei mesi fa (quando ancora stavo bene) andavo spesso a spasso con il cane. Mi convinco, non può continuare così. Vado dal medico. Seduto nello studio del medico, gli racconto sicuro di me della gamba. Il medico mi mette una mano sulla spalla e mi fa sdraiare sul lettino. Mi prescrive una visita specialistica in ospedale Sono preoccupato , attorniato da quattro medici. MI fanno fare tanti esami , prelievi, risonanze. In poco tempo mi ritrovo al buio nel letto d’ospedale. Valentina,mia moglie, è accanto a me e piange. Il giorno dopo seduto su una sedia a rotelle insieme a Valentina ascoltiamo il dottore che ci illustra immagini. Ho un tumore al cervello. Astrocitoma di II° grado. Sono passati sei mesi. In questo lasso di tempo, dallo strisciare la gamba per la stanchezza, sono passato a non muoverla più. Sei mesi per rendermi conto del vero pericolo! Mia moglie piange sempre di nascosto. Per fortuna i bambini sono troppo piccoli per capire. Oppure questo è quello che voglio credere io. Purtroppo è inoperabile a causa delle dimensioni e della posizione. Alcuni tumori agli scanner sono visibili come palle da baseball; in altri casi, come il mio, sembrano ramificazioni di una pianta, e i macchinari fanno fatica a visualizzarli. E’ Collocato nel bel mezzo del cervello, l’astrocitoma crescendo ostacola la trasmissione con la parte destra del mio corpo. Non riesco più a lavorare. Non guadagno più. Comincio a intuire questa verità, devo raccontarla ai miei figli. NON riesco a tenere in mano il cucchiaio per imboccare mia figlia. NON riesco a prendere in braccio mio figlio che piange per saltarmi in groppa. NON riesco a correre con i miei bambini e il mio cane, ridere e scherzare. NON riesco a stare assieme a mia moglie. Mille dubbi mi assalgono. Come farò ad affrontare tutto questo? Cosa succederà? Che ne sarà della mia vita? Della vita dei miei figli? La perdita della funzionalità del mio braccio equivale alla perdita del lavoro, e ci sono da pagare il mutuo, l’asilo dei bambini, le bollette. Le cose che prima erano vita quotidiana ora sembrano ostacoli invalicabili. Quella matita mi permetteva di esprimere sentimenti, passioni, il mio amore per la vita. Ma il braccio non ne vuole sapere. Mi si gela il sangue nelle vene. La paresi peggiora di giorno in giorno. Viaggio per mezza Italia, anzi, mi portano in giro, dato che la gamba non mi permette nemmeno di guidare, alla ricerca dei migliori specialisti. Imploro che il mio braccio torni quello di prima. Passi la mobilità della gamba, ma il braccio destro è la mia vita, il mio mondo, quello con il quale racconto storie, la mia fonte di guadagno. La risposta che ti danno tutti è seguire un protocollo standard. Un protocollo standard… Tu stai da schifo e certe volte ti senti trattare come un oggetto. Le cure prevedono tempi lunghi e costano. Agiscono sul corpo trasformandolo in qualcosa che non riconosci più allo specchio. Non ti piaci e sicuramente non piacerai neanche agli altri. Ti domandi cosa notino ora gli altri di te: i dieci chili di più, i capelli caduti o le borse sotto agli occhi? Ho 28 anni, una famiglia meravigliosa, non ho più un lavoro. La vita decide per me, ma io voglio combattere. Mirko rischia di perdere la vita, la casa dove vivono i suoi figli e sua moglie.


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